Espone a Catanzaro in una personale Antonella Gentile

due termini, “Zen” e “Tangle”, fanno parte del processo creativo di uno “scarabbocchiamento” costruttivo di segni cerebrali. Essi si mescolano secondo le personali idee attuative del momento, dando origine ad una serie di simboli, che dal punto di vista artistico, diventano oggetto di attenzione e di attento e profondo esame nell’interpretazione dei piccoli segni. Richiamerebbero una simbologia che li rende particolarmente preziosi e ricchi di attenzione, di ingarbugliamenti e significato.

Il simbolo inizialmente era scrittura, poi diventato linguaggio, creazione, comunicabilità, mistero di un’opera artistica, dove si racchiude sensibilità, fantasia e bellezza.

Ogni “scarabocchio” è segno della nostra personalità, che si esprime in un grafismo scaturito da un impulso mentale, di ricordi, di pensieri, e che diventano impronta e immagine dello spirito. Quando durante il workshop è stato affermato che tutti  potevano disegnare e realizzare dei segni-immagini, la psiche degli artisti è stata messa a soqquadro, perché la mente si è “aggrovigliata” nel creare una serie di schemi strutturali astratti su un foglio bianco e tracciati con una penna nera.

Com’era possibile che la mente, nel risultato finale, fosse stata in grado di far scaturire una molteplicità di segni, frutto di una nascosta creatività …. Chi avrebbe mai pensato che uno scarabocchio sarebbe divenuto nell’intreccio un ‘opera d’arte?

Le forme si sviluppano con una consequenzialità cerebrale e con un’abilità creativa capace di disegnare col “gioco”, con qualsiasi materiale didattico, con linee, con ondulazioni e con punti coordinati, sequenziali, tridimensionali, in grado però di poter avvolgere il mondo intero con gli “Zentangles”.

Bisogna fare quest’esperienza tecnico-visiva, per convincersi che quanto è stato affermato è realmente ammirabile e veritiera nella creazione. Questi disegni possono realmente considerarsi degli assemblaggi di idee (insieme di pattern) o nell’insieme un meraviglioso collage cerebrale, dove tutti gli artisti partecipanti al progetto hanno rilevato che ogni insignificante segno tracciato è stato estratto spiritualmente dal di dentro dell’uomo. Pertanto, ogni pieno ed ogni vuoto, con attenzione visiva, viene posto in equilibrio in un’estetica significativa, serena e originata dalla psiche. Se i segni realizzati in questa esperienza fossero stati delle note musicali, ogni foglio sarebbe divenuto un interessante spartito, perché ogni artista avrebbe veramente creato armonia e suoni.

La mostra,  con ingresso gratuito, avrà inizio il 16 febbraio alle ore 18:30, presso la galleria dell’associazione di promozione sociale di Catanzaro Momenti d’arte, in Via Genova 14.

Un evento culturale inaugurato a Catanzaro lo scorso 8 giugno, presso la galleria dell’associazione Momenti d’arte. Il tema conduttore della mostra è il ritratto, forse per molti un tema conclusosi artisticamente tempo fa, ma che in effetti sta tornando di moda in maniera altisonante con l’uso di fotocamere e social.

Una presenza inedita di volti anonimi e non, che fanno parte della comunicazione globale contemporanea.

Doppia la possibilità di lettura della mostra di due artisti catanzaresi.

Da un lato i disegni dell’artista Antonella Gentile e dall’altro i ritratti fotografici del fotografo Roberto Zavaglia. 

I disegni dell’artista Gentile, riguardano l’iconografia a partire dall’arte classica fino al dive del cinema contemporaneo. La tecnica utilizzata è quella dello zentangle, metodologia inventata in America dai coniugi Thomas. 

Le fotografie del fotografo Zavaglia, fanno riferimento al progetto Selfecò, ideato dalla consulente d’immagine e personal branding Selenia Esposito di Catanzaro.

E’ un progetto innovativo, che spinge le persone a interrogarsi sulla propria immagine e attraverso un lavoro introspettivo ed estetico guida verso una maggiore consapevolezza di sé stessi, dei propri limiti e delle proprie capacità.

Dall’analisi di una foto è possibile comprendere diversi aspetti legati alla vita di una persona e arrivare in profondità, fino al nucleo dell’autostima, punto centrale di tutto il progetto formativo multidisciplinare, che ha visto coinvolte diverse professionalità.

La mostra, curata dal presidente dell’associazione, con ingresso gratuito è visitabile fino al 20 luglio.

Espone a Catanzaro in una personale Antonella Gentile

due termini, “Zen” e “Tangle”, fanno parte del processo creativo di uno “scarabbocchiamento” costruttivo di segni cerebrali. Essi si mescolano secondo le personali idee attuative del momento, dando origine ad una serie di simboli, che dal punto di vista artistico, diventano oggetto di attenzione e di attento e profondo esame nell’interpretazione dei piccoli segni. Richiamerebbero una simbologia che li rende particolarmente preziosi e ricchi di attenzione, di ingarbugliamenti e significato.

Il simbolo inizialmente era scrittura, poi diventato linguaggio, creazione, comunicabilità, mistero di un’opera artistica, dove si racchiude sensibilità, fantasia e bellezza.

Ogni “scarabocchio” è segno della nostra personalità, che si esprime in un grafismo scaturito da un impulso mentale, di ricordi, di pensieri, e che diventano impronta e immagine dello spirito. Quando durante il workshop è stato affermato che tutti  potevano disegnare e realizzare dei segni-immagini, la psiche degli artisti è stata messa a soqquadro, perché la mente si è “aggrovigliata” nel creare una serie di schemi strutturali astratti su un foglio bianco e tracciati con una penna nera.

Com’era possibile che la mente, nel risultato finale, fosse stata in grado di far scaturire una molteplicità di segni, frutto di una nascosta creatività …. Chi avrebbe mai pensato che uno scarabocchio sarebbe divenuto nell’intreccio un ‘opera d’arte?

Le forme si sviluppano con una consequenzialità cerebrale e con un’abilità creativa capace di disegnare col “gioco”, con qualsiasi materiale didattico, con linee, con ondulazioni e con punti coordinati, sequenziali, tridimensionali, in grado però di poter avvolgere il mondo intero con gli “Zentangles”.

Bisogna fare quest’esperienza tecnico-visiva, per convincersi che quanto è stato affermato è realmente ammirabile e veritiera nella creazione. Questi disegni possono realmente considerarsi degli assemblaggi di idee (insieme di pattern) o nell’insieme un meraviglioso collage cerebrale, dove tutti gli artisti partecipanti al progetto hanno rilevato che ogni insignificante segno tracciato è stato estratto spiritualmente dal di dentro dell’uomo. Pertanto, ogni pieno ed ogni vuoto, con attenzione visiva, viene posto in equilibrio in un’estetica significativa, serena e originata dalla psiche. Se i segni realizzati in questa esperienza fossero stati delle note musicali, ogni foglio sarebbe divenuto un interessante spartito, perché ogni artista avrebbe veramente creato armonia e suoni.

La mostra,  con ingresso gratuito, avrà inizio il 16 febbraio alle ore 18:30, presso la galleria dell’associazione di promozione sociale di Catanzaro Momenti d’arte, in Via Genova 14.

Fiberglass Emotion

Il prestigioso Palazzo Ex Stac, antica sede della tranvia urbana che collegava la stazione di Catanzaro Sala con Piazza Indipendenza, ospiterà la mostra patrocinata dall’Assessorato alla cultura del Comune di Catanzaro, Fiberglass Emotion con le opere realizzate dall’artista catanzarese Marco Raffaele, a cura della dott.ssa Antonella Gentile presidente dell’Associazione Momenti d’arte e con il contributo del CSV, centro servizi di Catanzaro.

Un’artista passante dalla street art, consacrato con un suo murales nel film Jeeg Robot del 2015 di Gabriele Mainetti. alla passione per la manipolazione della materia, al riuso artistico di oggetti destinati al macero, dal disegno all’utilizzo del colore. Queste sono le fondamenta per il continuo della sua ricerca artistica.

Le sue opere si caratterizzano per la tipologia della materia usata, che attualmente è la vetroresina. Lavorando con essa percepisce emozioni forti nella sua metamorfosi dallo stato liquido durante la lavorazione allo stato solido. E’ in questo passaggio che ha la sensazione che la materia attraversi una nuova dimensione, e che ne sigilli la forma: uno “stargate”, una porta, dove il pensiero si unisce alla materia.

Personaggi mitologici, o figure contemporanee, sono l’espressione di un linguaggio artistico contemporaneo, valorizzati ancor più da luci o colori, che danno trasparenza e vivacità alla materia manipolata, e rappresentano dunque il valore aggiunto dell’opera.

L’accumulazione degli oggetti di uso quotidiano, anche rifiuti, che vengono raccolti per esempio in sculture tridimensionali, ricordano gli artisti aderenti al periodo del “nouveau realisme”, degli anni 60-70, cui aderì Arman, Rotella, Niki De Saint Phalle e che sfociò poi nel new dada, nella poetica dell’oggetto che divenne informale come i sacchi di Burri o le pietre e i frammenti di vetro di Fontana.

La mostra sarà inaugurata il 23 febbraio alle ore 18:30 con ingresso gratuito. Nella serata inaugurale la presentazione del catalogo dell’artista edito dall’associazione Momenti d’arte. La mostra fruibile fino all’otto marzo dalle 18:30 alle 21:00.

3384051796

88100 Catanzaro Lido - CZ- Italia

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